mercoledì 28 giugno 2017

I FILM DELLA NOSTRA VITA : 1966 CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? Di MIKE NICHOLS


Chi ha paura di Virginia Woolf?

Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who's Afraid of Virginia Woolf?) è un film del 1966 diretto da Mike Nichols. È il film d'esordio del regista statunitense, tratto dall'omonima opera teatrale di Edward Albee.
Nel 2013 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.Nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito al sessantasettesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi (nella classifica originaria del 1998 non era presente).

Trama
Sposata con il professore di storia George, Martha ha il vizio del bere che, unito alla noia e all'insoddisfazione, l'ha resa isterica e inasprita. La coppia non è più giovane e conduce una vita monotona in una cittadina del New England.
Una notte, di ritorno da un party in compagnia di una giovane coppia di amici, Martha e George cominciano a litigare rinfacciandosi le cose più orrende, insultandosi ignominiosamente fino a giungere a parlare dell'esistenza di un figlio mai nato, cui però entrambi fingono di credere quasi per giustificare la loro inutile unione.
I loro amici, Nick e sua moglie Honey, assistono impotenti e con raccapriccio al dramma che si svolge in loro presenza ed alla ferocia con la quale i due sposi tentano in ogni modo di ferirsi.
Dopo la scenata e partiti gli ospiti, la vita di Martha e George ripiomba nell'abituale monotonia, ma i due coniugi hanno la sensazione di essere tornati ad un migliore senso della realtà e di aver ritrovato un poco di loro stessi.

Produzione
Sviluppo
Il dramma teatrale scritto da Edward Albee nel 1962 era infarcito di linguaggio scurrile con espressioni quali "son-of-a-bitch" ("figlio di puttana"), "screw you" ("fottiti"), ecc... Debuttò a Broadway durante il periodo della Crisi dei missili di Cuba, e il pubblico che era andato a teatro per svagarsi e cercare di dimenticare la paura di una guerra nucleare, fu invece investito da parole e situazioni che non si erano mai viste prima a teatro, se non in quello "sperimentale".
L'immediata reazione degli spettatori, dei quali si fecero portavoce i critici, fu che Albee aveva scritto un copione che avrebbe avuto un grande successo a Broadway, ma che non sarebbe mai potuto diventare un film nella sua forma attuale. Ma pubblico e critica non potevano sapere quanto Hollywood sarebbe cambiata nel corso degli anni sessanta, con l'abbattimento di molte censure. Nel trasporre il dramma sullo schermo, Ernest Lehman decise di non modificare in alcun modo i dialoghi originali.

Casting
La scelta di Elizabeth Taylor, all'epoca riconosciuta come una delle donne più belle del mondo, per interpretare il ruolo della cinquantenne sfatta Martha sorprese molti, ma l'attrice ingrassò 13,5 kg. per la parte e la sua interpretazione (insieme a quelle di Burton, Segal, e Dennis) fu lodata dalla critica. Quando il capo della Warner Bros., Jack L. Warner, approcciò Albee per acquistare i diritti del dramma teatrale, gli disse di voler scritturare Bette Davis e James Mason per i ruoli di Martha e George. Nella sceneggiatura, Martha si riferisce alla Davis e cita una celebre battuta di un suo film (Peccato del 1949). Albee fu deliziato dalla scelta del cast, ritenendo "James Mason assolutamente perfetto per la parte... e che vedere Bette Davis imitare Bette Davis nella prima scena sarebbe stato esilarante". Tuttavia, alla fine il regista Mike Nichols e Lehman optarono per Elizabeth Taylor e Richard Burton, due stelle di prima grandezza all'epoca, che avrebbero garantito maggiori incassi. Edward Albee restò sorpreso dal cambiamento, ma successivamente dichiarò che la Taylor e Burton avevano fatto un buon lavoro, anche se avrebbe comunque preferito le prime scelte Davis e Mason.

Riprese
Appena iniziate le riprese, l'associazione Catholic Legion of Motion Pictures (ex Catholic Legion of Decency), diramò un comunicato preliminare nel quale indicava che molto probabilmente avrebbe "sconsigliato" la visione della pellicola date le tematiche trattate, anche se si riservava di vedere il film prima di emettere un giudizio. La Motion Picture Association of America (MPAA) si spinse anche oltre dichiarando che se la Warner Bros. non avesse modificato in alcun modo il linguaggio scurrile presente nel dramma teatrale, si poteva scordare il visto censura.
La maggior parte degli esterni furono girati allo Smith College, Northampton, Massachusetts.

Colonna sonora
Le musiche per il film furono composte da Alex North. La colonna sonora uscì su LP. All'epoca dell'uscita del film nei cinema, fu distribuito dalla Warner Bros. anche un doppio LP che includeva tutti i dialoghi del film più una canzone intitolata Virginia Woolf Rock che si può ascoltare in sottofondo mentre Martha e Nick ballano (anche se in versione leggermente differente rispetto a quella presente nel film).

Differenze tra opera teatrale e film
L'adattamento cinematografico differisce leggermente in alcuni punti rispetto all'opera teatrale, nella quale compaiono solo quattro personaggi. Nel film compaiono anche in ruoli minori dei comprimari quali il tenutario della sala da ballo, che ha solo poche battute, e la moglie, che serve dei drink al tavolo e se ne va silenziosamente.
Il dramma è ambientato interamente nella casa di Martha e George. Nel film invece, una scena si svolge in una sala da ballo, una nel cortile della casa di George e Martha, ed una nella loro auto. Nonostante queste lievi differenze, il film è estremamente fedele alla pièce tetrale.

Riconoscimenti
Chi ha paura di Virginia Woolf? è uno dei due soli film (l'altro è I pionieri del West del 1931) ad essere stato nominato in ogni categoria agli Academy Awards nelle quali fosse eleggibile. Ognuno dei quattro attori principali fu nominato per l'Oscar ma solamente Elizabeth Taylor e Sandy Dennis lo vinsero, aggiudicandosi le statuette rispettivamente come Miglior attrice e Miglior attrice non protagonista. Il film vinse anche l'Oscar per la Miglior fotografia B/N (ultima pellicola ad aggiudicarsi il premio prima che la categoria venisse eliminata l'anno seguente), Migliori costumi, e Miglior scenografia.

Titolo originale Who's Afraid of Virginia Woolf?
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1966
Durata 131 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico
Regia Mike Nichols
Soggetto Edward Albee
Sceneggiatura Ernest Lehman
Fotografia Haskell Wexler
Montaggio Sam O'Steen
Musiche Alex North
Scenografia George James Hopkins
Interpreti e personaggi:
Elizabeth Taylor: Martha
Richard Burton: George
George Segal: Nick
Sandy Dennis: Honey
Doppiatori italiani
Adriana De Roberto: Martha
Gigi Proietti: George
Luciano Melani: Nick
Lucia Catullo: Honey

VIDEO:




DOLCE FRANCIA / 2 : SPECIAL SUMMER 2017

DOLCE FRANCIA / 2 : SPECIAL SUMMER 2017

----------------------------------

DOLCE FRANCIA : FRENCH CELEBS
UNIVERSO BB / 1 : LA LUNA DI MIELE TRA BRIGITTE BARDOT e JACQUES CHARRIER - 1959

BRIGITTE BARDOT : PLAYBOY APRIL 1969
http://helaberarda.blogspot.it/2013/07/brigitte-bardot-playboy-april-1969.html
1962 : MYLENE DEMONGEOT AVEVA TROVATO UNA SPIAGGIA TRANQUILLA + BONUS
http://helaberarda.blogspot.it/2015/11/1962-mylene-demongeot-aveva-trovato-una.html
SCANDALO IN AEREO PER GERARD DEPARDIEU : HA FATTO LA PIPI' DAVANTI A TUTTI Di Metello Venè
TOTEM INCONTRA ROLAND TOPOR : ....DISEGNARE FANTASMI! Di F.Marsciani
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/totem-incontra-roland-topor-disegnare.html
CATHERINE DENEUVE
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/catherine-deneuve.html
RITORNA TINA AUMONT : DALLA FRANCIA CON AMORE Di Richard Fegley e Isabella De Paz 
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/ritorna-tina-aumont-dalla-francia-con.html
EMMANUELLE SEIGNER : NON SOLO LA MOGLIE DI POLANSKI Di Paola Piacenza 
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/emmanuelle-seigner-non-solo-la-moglie.html
1954 : MARZIANI E URANIDI IN FRANCIA
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/1954-marziani-e-uranidi-in-francia.html
UCCISE E ARCHIVIATE
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/uccise-e-archiviate.html
PORFIRIO RUBIROSA L'ULTIMO PLAYBOY
...E GIL CAGNE' CREO' LA DONNA Di Nanni Angelini
ANNI 70  : ANGELO FRONTONI Fotografa NATHALIE DELON
1994 : I VENTI ANNI DI OPHELIE WINTER
RAYMOND DEPARDON : GLI ANNI DEL DEBUTTO,MA NON SOLO.....
CHLOE DE LYSSES : SALITE E CADUTE DELL'IMPERATRICE DEL SESSO ANALE
CELINE BARA LA PORNO COMUNISTA DEL LATO B
RITA RENOIR : NUDO DI DONNA RIVOLTOSO Di Lina Coletti + Bonus
GLI ORFANI DI TRUFFAUT Di Massimo Marchelli
OMAGGIO A GISELE FREUND Di Roger Thèrond 
COLETTE PEIGNOT : NEGLI OCCHI IMPURI DI LAURE Di Giuseppe Scaraffia  
CAMILLE CLAUDEL : DISTRUZIONE DI UNA SCULTRICE Di Federica Mormando
ERIK SATIE : LA MUSICA DELL'IMPOSSIBILE Di Carmine Pescatore
PARIGI 1903 : IL DRAMMA DEL PICCOLO FIGURINAIO ARISTIDE BORELLI
BELFAGOR IL FANTASMA DEL LOUVRE Di Giuseppe Cozzolino e Carmine Treanni
PARIGI è SEMPRE PARIGI Servizio di Danilo Jans
WOODY ALLEN A PARIGI NEL 1964 Featuring ROMY SCHNEIDER,URSULA ANDRESS,PAULA PRENTISS e EDRA GALE
WILLY RIZZO O' SCUGNIZZO FRANCESE
CRAZY HORSE ALL'APERTO 1976 : ROSA FUMETTO E LE ALTRE
MATISSE E LA SUA MODELLA Di Brassai
PIERRE MOLINIER : TRAVESTISSEMENTS D'UN SURREALISTE MAUDIT Di Jean Hubert Martin
ALAIN DISTER : LA CULTURA CON UN CLICK!
JEAN PIERRE PEDRAZZINI : IL GIOVANE EROE DELLA RIVOLUZIONE Di Roger Thérond e Paul Melcher
CAP D'AGDE : LIBERTE' FRATERNITE' NUDITE'
UNIVERSO BB / 1 : LA LUNA DI MIELE TRA BRIGITTE BARDOT e JACQUES CHARRIER - 1959

----------------------------------------------------

domenica 25 giugno 2017

RENZO ARBORE STORY / 1980 : L'INTERVISTA A PLAYBOY


Renzo Arbore

Renzo Arbore, all'anagrafe Lorenzo Giovanni Arbore (Foggia, 24 giugno 1937), è un cantautore, disc jockey, conduttore radiofonico, clarinettista, showman, attore, sceneggiatore, regista e personaggio televisivo italiano.
Viene considerato il primo disc jockey italiano.

Biografia
Renzo Arbore è figlio di un dentista e di una casalinga. Prima però di laurearsi in giurisprudenza a Napoli, cominciò a distinguersi proprio a Foggia, la sua città natale, nella storica Taverna del Gufo nel centro storico e nei pressi di Via Arpi, dopo essere stato, in precedenza, al seguito di un noto complesso jazz foggiano, la Parker's Boys, anche come clarinettista. Il debutto sul palco avviene a 18 anni, in una dixieland band, nella città di Nocera Inferiore.
Si interessa di musica leggera e di jazz: al 1964 risale la sua collaborazione con la RAI: si occupa di trasmissioni di varietà (Bandiera gialla, Alto gradimento, L'altra domenica, Cari amici vicini e lontani..., Indietro tutta!); nel 1996 è stato direttore artistico dei programmi Radio RAI.
Nella sua poliedrica attività ha riscosso successi in vari campi: bravo musicista e cantante con L'Orchestra Italiana, conduttore radiofonico e televisivo - restano memorabili le trasmissioni radiofoniche, presentate insieme a Gianni Boncompagni: Bandiera gialla (1965), Per voi giovani (1967), Alto gradimento (1970) e televisive: Speciale per voi (1969-1970), una specie di processo ai cantanti del periodo, L'altra domenica (1976-1979), il suo primo vero successo in cui creò uno stile alternativo in diretta concorrenza con la coetanea Domenica in di Corrado, Quelli della notte (1985), Indietro tutta! (1988) e la recente Speciale per me - meno siamo meglio stiamo (2005). È stato anche attore e regista cinematografico (Il pap'occhio, 1980; "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?", 1983).
Ha avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi fra i quali Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e la Microband, l'attrice Maria Grazia Cucinotta, Nina Soldano, le conduttrici televisive Luana Ravegnini e Ilaria D'Amico, l'attore Francesco Paolantoni, la presentatrice Feliciana Iaccio, la cantante Pietra Montecorvino.
Le sue esperienze nel mondo musicale hanno inizio nel 1972, con la "N.U. Orleans Rubbish Band" (dove le lettere puntate stanno per "Nettezza Urbana"), che era composta, oltre che dallo stesso Arbore al clarinetto, da Fabrizio Zampa alla batteria, Mauro Chiari al basso, Massimo Catalano al trombone e Franco Bracardi al piano; questo gruppo pubblicò un 45 giri, contenente She was not an angel e The stage boy, inciso per gioco dai cinque.
Nel 1991 ha fondato L'Orchestra Italiana, con quindici grandi solisti per valorizzare la canzone napoletana classica restituendo dignità, tra l'altro, al mandolino.
Già presidente di "Umbria Jazz", ha dato un intelligente contributo alla rinascita della grande manifestazione jazzistica perugina. Nel 2002 fonda una nuova band, "Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs", scegliendo personalmente i musicisti fra i migliori della scena jazzistica romana e nazionale: il sassofonista Fabiano "Red" Pellini, il chitarrista Emanuele Basentini, il pianista e sassofonista Giorgio Cuscito, il batterista Alberto Botta e il pianista Attilio Di Giovanni, fra gli altri, hanno militato in questa poderosa swing band. Non scioglie, tuttavia, L'Orchestra Italiana, assieme alla quale continua a esibirsi per vari eventi alternandosi con la neonata band. Nel 2004 si esibisce in tre concerti con L'Orchestra Italiana: alla Carnegie Hall di New York, al CasinoRama di Toronto e al Teatro dell'Opera di Roma alla presenza del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Con gli Swing Maniacs incide un doppio CD uscito nel febbraio 2005, l'album Vintage, ma non li dimostra, premiato col "Disco d'oro".
Nel 2008 ha dato voce al dromedario Tutankamon nel film d'animazione La luna nel deserto diretto dal regista Cosimo Damiano Damato.
Da molti anni è presidente di una associazione dei disc-jockey italiani e si esibisce anche come suonatore di clarinetto jazz. Da oltre 20 anni è testimonial della Lega del Filo d'Oro, una associazione onlus che assiste alcune persone sordocieche.
Nel 2009 ha cantato nell'ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Buon Compleanno. Il 28 luglio 2013 fa partecipare il tour Renzo Arbore e L'Orchestra Italiana alla 43ª edizione del Giffoni film festival.
Il 27 novembre 2015 il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca lo nomina, insieme a Giovanni Minoli e Lia Rumma, nel consiglio di indirizzo della Fondazione Ravello dell'omonima cittadina della costiera amalfitana.

Trasmissioni
Arbore e la sua banda hanno lasciato un segno profondo nella televisione di qualità che si faceva fino alla metà degli anni novanta.
Già con le sue prime trasmissioni degli anni sessanta, come Bandiera gialla e Speciale per voi, Arbore impone stile e idee estremamente innovativi rispetto ai canoni televisivi dell'epoca. Basti ricordare Speciale per voi (1969), nella quale per la prima volta famosi cantanti venivano messi sotto il fuoco incrociato di domande e osservazioni, anche cattive, da parte del pubblico in sala.
Il più clamoroso successo arriva però dalla radio, con la trasmissione Alto gradimento, condotta insieme a Gianni Boncompagni, un'esilarante sgangherata galleria di personaggi, interpretati per lo più da Mario Marenco e Giorgio Bracardi, che si alternavano alla messa in onda di musica internazionale. Una trasmissione geniale e irriverente, esplosiva e demenziale, che realizzò indici di ascolto impensabili per la radio dell'epoca, creando tormentoni comici che per anni rimasero nella mente e persino nei modi di dire della gente comune.
Arbore ritornò alla televisione nei primi anni settanta: nel 1972 è chiamato da Lino Procacci a condurre la trasmissione musicale Amico flauto.
Si giunge quindi alla trasmissione pomeridiana L'altra domenica che, in concorrenza con il format più tradizionale proposto dalla Rete 1 della RAI, introduceva un nuovo stile irriverente e goliardico anche nei programmi-contenitore della domenica pomeriggio, con la partecipazione di diversi artisti fra i quali come Roberto Benigni nei panni del critico televisivo, Andy Luotto il cugino americano, i collegamenti con Mario Marenco da Roma e Isabella Rossellini da New York, le Sorelle Bandiera. Per la prima volta in una trasmissione televisiva il pubblico entra in contatto diretto con la televisione, in palio venti milioni di lire e tante risate.
Nel 1980 arriva la serie Tagli, ritagli e frattaglie, condotta insieme a Luciano De Crescenzo; nel 1981 Telepatria International con le indimenticabili evocazioni spiritiche di Dante (Roberto Benigni), Cristoforo Colombo (Paolo Villaggio) e con l'ultimo dei Mille (Carlo Verdone), in cui lancia le Gemelle Nete; e nel 1984 Cari amici vicini e lontani, programma sulla storia della radio, nuovamente con le Gemelle Nete (che interpretano la sigla finale del programma, Un bacio a mezzanotte).
Ma è nel 1985 che giunge il grande successo con la trasmissione di Rai 2 Quelli della notte, un appuntamento cult, con una serie di personaggi comici e intellettuali che si riunivano nella notte surreale e un po' cialtrona. La trasmissione, una chiara satira nei confronti dei dilaganti salotti televisivi, lancia sul firmamento nazionale il comico Nino Frassica nelle vesti di Frate Antonino da Scasazza che, con i suoi sproloqui, fece divertire mezza Italia. Molti altri furono comunque i nuovi volti lanciati dalla trasmissione, come Riccardo Pazzaglia il filosofo partenopeo, Massimo Catalano l'intellettuale viveur, Maurizio Ferrini rappresentante romagnolo di pedalò affezionato al Partito Comunista, Simona Marchini romantica sognatrice, Marisa Laurito cugina in attesa perenne del fidanzato, e ancora Mario Marenco, Andy Luotto oltre che lo stesso Renzo Arbore, grande trascinatore. La trasmissione segnò un'epoca e i tormentoni e le battute entrano nel gergo quotidiano. L'album prodotto con le musiche della trasmissione vendette 500.000 copie.
Nel 1987-1988 la trasmissione Indietro tutta! replicò l'enorme successo di Quelli della Notte. Il programma stigmatizzava l'invadenza della televisione di tipo più commerciale, ridicolizzandone usi e costumi; una parodia televisiva in cui Nino Frassica impersonava un improbabile quanto sgangherato "Bravo presentatore"; notevole il gruppo di ballerine brasiliane del Cacao Meravigliao che rappresentavano un surreale sponsor e le Ragazze Coccodè, un ridicolo corpo di ballo. Non mancavano inoltre personaggi come Mario Marenco che impersonava "Riccardino", un bambino parecchio dispettoso che con tanto di grembiule e cartella passava il tempo a rincorrere il cane Fiocco. Il maestro Mazza era a capo dell'orchestra "Mamma li Turchi", Francesco Paolantoni era Cupido, appeso all'altalena e intento a lanciare frecce che non andavano mai a segno. La scenografia rappresentava una nave e l'ammiraglio Arbore era attorniato da due belle ragazze che rappresentavano Miss Nord e Miss Sud; a guardia del sotterraneo erano le "Guardiane" (una delle due era una giovanissima e ancora sconosciuta Maria Grazia Cucinotta, l'altra Feliciana Iaccio).
Nel 1986 Arbore partecipa al Festival di Sanremo con la canzone ironica Il clarinetto e si piazza al secondo posto. Nell'esecuzione del brano sul palco sanremese è accompagnato da quelli che egli stesso chiama i "Tre amici e il cognato" di cui fanno parte Gegè Telesforo, Nando Murolo, Adriano Fabi e Piero Roberto. Seguono altri programmi televisivi come DOC e Marisa la Nuit. In quest'ultimo programma, condotto da Marisa Laurito, Arbore, che è la voce fuori campo, anticipa quello che sarà il modo di fare televisione della Gialappa's Band.
Nel 1990 conduce Il caso Sanremo, dove in un processo simulato è giudice su fatti e misfatti della storia canora sanremese attorniato da una improbabile corte e avvocati interpretati da Michele Mirabella e Lino Banfi.
Nel 1992 in una trasmissione in 4 puntate, rende un sentito omaggio televisivo a Totò con Caro Totò… ti voglio presentare. Un programma per celebrare la grandezza artistica del più grande in assoluto: il Principe della risata.
Nel 1996 conduce senza sosta per 22 ore La Giostra, in diretta via Satellite per Rai International di cui è diventato intanto direttore Artistico e Testimonial.
Nel 2005 è la volta di Speciale per me - Meno siamo, meglio stiamo! (17 puntate dal 23 gennaio al 4 giugno) su Rai 1, definita dallo stesso Arbore una "trasmissione amarcord" con l'obiettivo di mostrare tutta la tv memorabile che la gente tende a dimenticare. Il senso della trasmissione è una sorta di mercatino di modernariato televisivo; anche la musica proposta è volutamente "vintage". La trasmissione riscuote un buon successo anche se va in onda in terza serata (proprio a questa collocazione notturna allude il sottotitolo "meno siamo, meglio stiamo"), con una media di quasi un milione e mezzo di telespettatori dopo mezzanotte, il 25 per cento di share.
Nel giugno 2008 è stato pubblicato il libro Renzo Arbore e la radio d'autore - Tra avanguardia e consumo, un volume monografico scritto da Salvatore Coccoluto, dedicato alle storiche trasmissioni radiofoniche di Arbore.
Ha realizzato il gioco in scatola Ma non i coperchi, ideato con Giancarlo Magalli e pubblicato dalla International Team.
Il 15 novembre 2010 Arbore torna in tv con la trasmissione ...a lunga durata, Arbore e gli arborigeni su Rai International e in replica su Rai 5.
Il 4 settembre 2011 la Rai ha dedicato ad Arbore una puntata monografica della trasmissione Speciale TG1 documentari realizzata dal giornalista Vincenzo Mollica.
È del 2013 la sua biografia Renzo Arbore: vita, opere e (soprattutto) miracoli a cura del giornalista della Rai Gianni Garrucciu, contenente numerose testimonianze di tanti colleghi e amici di Arbore.
Il 24 giugno 2015 si esibisce al Palazzo dei Congressi del Cremlino in Russia e, oltre a fare spettacolo in diretta tv nazionale, si presenta come ambasciatore Expo 2015.

Vita privata
Scapolo convinto, dopo un legame negli anni '60 con la cantante e presentatrice torinese Vanna Brosio (la canzone di Mogol e Lucio Battisti "Innocenti evasioni" è ispirata ad un episodio della loro relazione) , si è accompagnato con la cantante romana Gabriella Ferri, ha poi avuto una lunga storia d'amore nel decennio successivo con Mariangela Melato; successivamente è stato legato a Mara Venier fino al 1997. Nel 2007 si è legato nuovamente alla Melato, ed è stato con lei fino al giorno della morte di Mariangela avvenuta l'11 gennaio 2013.

RENZO ARBORE STORY / 1980 : L'INTERVISTA A PLAYBOY

IL DISCO VOLANTE DI RENZO ARBORE
GLI ANNI D'ORO DELLA RAI / 1 : RADIO TELEVISIONE ITALIANA
ANNI 80 : QUANDO LA FICTION SI CHIAMAVA TELEFILM
TRONISTI,ATTORI,CALCIATORI,POLITICI,NULLISTI,VIPS,SOUBRETTES,ECC.NEGLI ANNI DELLA CRISI (MA QUALCOSINA ANCHE DI ESTERO)
ITALIA TV : TELECRONISTE,PRESENTATRICI,ANNUNCIATRICI,MEZZE BUSTO,SPEAKER,GIORNALISTE,TUTTOLOGHE,ECC.
LA SOLITUDINE DEGLI STUDI TELEVISIVI
FIGURINE : STELLE,STELLINE e METEORE DEGLI ANNI 70/80 -TERZA  PARTE
CALCIO ITALIANO NEGLI ANNI 60/70 : EROI MITOLOGICI DI UN INFANZIA Di Danilo Jans Prima Parte
GLI ANNI DEL SEXY BAR Fotografie di Danilo Jans / QUARTA PARTE
SLY & THE FAMILY STONE Alla TRASMISSIONE TV SOUL TRAIN Il 29 Giugno 1974 Di Danilo Jans
GIAN BURRASCA : CICLONE SUL VIDEO Di Rodolfo D'Intino  
AL BAR DELLA TV
RAI TV ANNI 60 : AL BAR DI VIA TEULADA E DINTORN
PLAYBOY INTERVISTA SILVIO BERLUSCONI Di Massimo Balletti
LUISA CORNA : QUANTE LACRIME PER QUEL PETTEGOLEZZO SUL FLIRT CON UMBERTO BOSSI Di Olga Piscitelli 
GIRO D'ITALIA : QUALCHE VOLTA UNA SPINTARELLA FA PIACERE Di Achille Campanile 
ANNI 60/70 : GRAZIA MARIA SPINA
CANZONISSIMA 1968 Di Fernando Fratarcangeli
I PROGRAMMI STORICI DELLA RAI TV / 1968 : NON CANTARE SPARA
CANTAGIRO 1966 : 1.000 CHILOMETRI DI FOLLA!
DRIVE IN : E DIO CREO' LA DONNA Di Lory Del Santo e Roberto Duiz 
PLAYBOY 1977/ DANIELA ZUCCOLI : MI SPOGLIO PER VOI COL PERMESSO DI  MIKE BONGIORNO + BONUS
SABINA CIUFFINI GALLERY !
MARINA FRAJESE alias MARINA LOTAR alias MARINA HELDMAN
SETTEMBRE 1960 : 56 ANNI FA L'ATROCE MORTE A 47 ANNI DI MARIO RIVA

--------------------