sabato 11 luglio 2015

CAROL RAMA SHOW


Olga Carol Rama (Torino, 17 aprile 1918) è una pittrice italiana.

Anni Trenta
Carol Rama negli anni Trenta inizia a dipingere da autodidatta soggetti dalla fisionomia semplificata.
Anni Quaranta
Negli anni Quaranta esegue acquerelli nei quali donne nude, talvolta coi corpi amputati degli arti e su letti di contenzione o sedie a rotelle, esprimono un esplicito erotismo. Animali, protesi ortopediche, dentiere, scarpe, parti anatomiche (falli, braccia, piedi, lingue) animano questi dipinti sfrontati, tanto anacronistici per l’epoca da risultare inaccettabili (la sua prima personale nel 1945 fu bloccata, le opere sequestrate). Sono lavori che riflettono le angosce e le fantasie di una giovane donna che ha dovuto di colpo confrontarsi con aspetti traumatici della vita (come la morte tragica e prematura del padre e la conseguente malattia psichiatrica della madre).
Anni Cinquanta
Nei primi anni Cinquanta si avvicina all’astrattismo del MAC - Movimento Arte Concreta, e partecipa con lavori astratto-concreti alla Biennale di Venezia del 1948 e del 1950.
Anni Sessanta
Negli anni Sessanta Carol Rama realizza i Bricolage, così definiti dall'amico Edoardo Sanguineti (importante letterato ed intellettuale), composizioni di segni e macchie di stile informale alle quali aggiunge occhi di vetro, denti, unghie ed altri materiali incollandoli sulla tela. Gli amici hanno un grande ruolo nella vita di Carol, a cominciare da quelli che frequenta a Torino, come Felice Casorati, Albino Galvano, Italo Calvino, Massimo Mila, Carlo Mollino, Corrado Levi e altri ancora. Durante i soggiorni del 1970 e 1971 con il suo gallerista Luciano Anselmino a Parigi e a New York, conosce Andy Warhol, Orson Welles e Man Ray.
Anni Settanta
Negli anni Settanta utilizza camere d'aria di bicicletta per realizzare tele in apparenza astratte e nelle quali è presente il riferimento all'anatomia umana. e alla sessualità (pelle, carne, budella, falli). Nel 1979 la Galleria Martano di Torino espone insieme a sette opere di quel periodo dodici acquarelli degli anni 1937/1941.
Anni Ottanta
In seguito all'incontro con Lea Vergine, il 1980 la vede presente con numerosi lavori degli anni Trenta e Quaranta nella mostra itinerante sulle grandi artiste del Novecento, intitolata "L'altra metà dell'avanguardia". Curata da Lea Vergine, le viene allestita nel 1985 la prima mostra antologica nel sagrato del Duomo di Milano. Il lavoro dei primi anni viene rivalutato e questa è forse una delle ragioni per cui Carol torna alla figurazione. Dall'inizio degli anni Ottanta Carol Rama crea figure e personaggi ispirati alla sua storia personale, ma che raccontano anche di desideri e fantasie inespresse. Tra gli anni Ottanta e Novanta l’immaginario di Carol Rama si popola di nuovi soggetti, come la Mucca Pazza, dipinti o disegnati sopra mappe catastali, fogli “usati”, disegni tecnici prescritti.
Anni Novanta
Mostre pubbliche, come la sala personale alla XLV Biennale di Venezia nel 1993, la collettiva del 1996 “Inside the Visibile” all'ICA di Boston (poi a Washington, Boston, Perth) o l'antologica allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1998, poi a Boston) la portano all'attenzione del pubblico internazionale.
Anni Duemila
Il grande riconoscimento pubblico le arriva soltanto nel 2003, quando le viene conferito il Leone d'oro alla carriera in occasione della 50. Biennale di Venezia. Nel 2004 le viene allestita un'ampia antologica presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, che in seguito viene presentata al Mart di Rovereto e al Baltic Museum di Gateshead (GB). Il Museo cittadino di Ulm (D) e la Galerie im Taxispalais a Innsbruck (A) organizzano anch'essi nel 2004-2005 una grande mostra retrospettiva. Seguono altre importanti mostre, tra le quali, nel 2006 "Trama doppia" ad Alghero in Sardegna, con una personale di Carol Rama interpretata dallo stilista Antonio Marras, una mostra antologica di incisioni al Museo di Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia, nel 2007 "La passione secondo ABO", curata da Achille Bonito Oliva a Ravello, che è incentrata sull'opera figurativa di Carol Rama e la mostra a Paestum presentata da Gillo Dorfless, nel 2008 la mostra antologica di Carol Rama al Palazzo Ducale di Genova, in occasione del novantesimo anniversario della nascita, e la mostra “Self Portrait” a Legnano (Mi), nel 2009 “Autorattristratrice”, presso la Galleria Isabella Bortolozzi di Berlino, che la rappresenta dal 2010 ad ArtBasel. Il 14 gennaio 2010 presso il Quirinale, Carol Rama ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il prestigioso Premio Presidente della Repubblica, su segnalazione degli Accademici Nazionali di San Luca. Seguono altre mostre personali, tra le quali nel 2010 "Appassionata", Ex Chiesa Anglicana di Alassio; nel 2011 "Carol Rama - Andrea Guerzoni, Quanta luce nel nero", Palazzetto Art Gallery, Roma; nel 2012 "Spazio Anche Più Che Tempo", Isabella Bortolozzi Galerie, Berlino; 2013 "Di quadro in quadro, opere 1937-2003", Galleria Carlina, Torino.



“La mia arte piacerà moltissimo a quelli che hanno sofferto. Perché la follia è vicina a tutti. E perché l’arte se non è già la vita, almeno è libertà”
Carol Rama
Trasgressiva, malinconica, ribelle, grande e umile nei confronti dell’arte, quella con la A maiuscola, quella in cui emozioni e pensiero si fondono nella drammaticità delle immagini, Carol Rama si affaccia nel panorama artistico del Novecento con l’unicità della ricerca. Il desiderio di sperimentazione e la necessità di creare il nuovo che smentirà a breve se stesso la portano all’elaborazione di un suo personale modo espressivo in perenne evoluzione.
La pittrice dall’eccezionale parabola esistenziale e artistica, unendo puro istinto e riflessione, suscita scandalo e incomprensione sin dai suoi esordi.
I suoi primi lavori, risalenti agli anni trenta, sono la prova per nulla acerba di una ricerca artistica incentrata su tematiche dure che prendono forma grazie ad un linguaggio esplicito, spregiudicato, scabroso, ma mai volgare. Ed è solo l’inizio. In seguito, negli anni del regime, l’artista diventa oggetto di censura e di aspre critiche, con le sue opere popolate da corpi che esibiscono ed offrono la loro nudità con disarmante naturalezza. Corpi immortalati in pose erotiche o in conturbanti amplessi solitari, tra sensazioni, passioni, tormenti interiori e verità umane, intrappolati nell’attimo stesso in cui sono stati trasferite al di là, nella surreale e conturbante dimensione, sulle tele di Carol Rama.


Carol Rama. One of Italy's most important female artists of the twentieth century, Carol Rama was born in Turin on 17 April 1918. Though she is now best-known for her provocative drawings and paintings exploring female sexuality, in a naive, almost "Outsider" style, in the 1950s Carol Rama was also an active member of the Movimento Arte Concreta. At this period she often spelled her name as one word, Carolrama. I really like her abstract compositions of this period, with their distinctive arrangements of block forms connected by thin rods.
Carol Rama's lifetime creating art was recognised at the 50th Venice Biennale in 2003, when she was presented with the Golden Lion for Lifetime Achievement. Major retrospectives have been held at the Stedelijk Museum, Amsterdam and ICA Boston (1998), at the Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in her birthplace of Turin (2004), and at the Baltic Centre for Contemporary Art (2005). In 2003 the Esso Gallery, New York, staged the exhibition Carol Rama, past and present.


Carol Rama
“Il lavoro, la pittura, per me, è sempre stata una cosa che mi permetteva poi di sentirmi meno infelice, meno povera, meno bruttina, e anche meno ignorante… Dipingo per guarirmi”.
Nata a Torino nel 1918, dove continua tuttora a vivere, Carol Rama inizia a dipingere ancora adolescente senza alcuna formazione accademica, ma sostenuta nella sua passione da alcuni incontri fondamentali, primo fra tutti Felice Casorati. Molti i rapporti con amici intellettuali da cui ha assorbito informazioni, conoscenze, stimoli: dal poeta Edoardo Sanguineti al musicologo torinese Massimo Mila, dal pittore Albino Galvano all’architetto Carlo Mollino, da Paolo Fossati a Carlo Monzino, da Luciano Berio a Eugenio Montale, per citarne alcuni. Il gallerista Luciano Anselmino le aprirà poi la strada, a inizio anni Settanta, ad alcune relazioni internazionali quali Man Ray, Andy Warhol, Picasso.
Dalla sua adolescenza fa della pittura una pratica ininterrotta, un filtro attraverso cui elaborare immagini e oggetti del suo mondo quotidiano e, contemporaneamente, un mezzo con cui distillare sofferenza e convertirla in arte.
Negli acquerelli degli anni ’30 e ’40 la rudezza e la scabrosità dei soggetti è decantata nell’eleganza strutturale del quadro. Eseguiti a cavallo dei suoi vent’anni, con noncuranza verso benpensanti e mode artistiche (la sua prima mostra fu chiusa prima ancora di aprire i battenti), questi lavori hanno grande maturità tecnica e d’ideazione.
Negli anni che precedono lo scoppio della guerra l’artista si accosta anche alla pittura ad olio, con dense paste di colore e soggetti spesso non tradizionali. La sperimentazione continua: agli stessi anni Quaranta risale l’interesse per l’incisione che si concretizzerà nella splendida serie delle Parche. Interesse che rispunterà con freschezza inaudita verso la fine degli anni Novanta, sollecitata dal gallerista Franco Masoero.
Dopo un’esperienza astrattista negli anni Cinquanta all’interno del gruppo torinese del Movimento d’Arte Concreta – Mac (sarà con lavori astratto-concreti che parteciperà alla Biennale di Venezia nel 1948 e nel 1950), Carol Rama attua negli anni Sessanta una svolta decisiva: l’oggetto è inserito, nella sua fisicità, all’interno della rappresentazione pittorica, diventa colore e forma del quadro pur rimanendo “cosa”. La pittrice inaugura la splendida serie dei bricolage, così cari all’amico Edoardo Sanguineti, che su di essi ha scritto pagine memorabili.
Nella successiva fase pittorica, sostenuta e aiutata da colui che sarà il gallerista della pittrice per una trentina d’anni, Giancarlo Salzano, un nuovo materiale entra a far parte della composizione pittorica: negli anni Settanta copertoni e camere d’aria sono utilizzate a mo’ di pittura, applicate su tele monocrome, pur conservando tutta l’incisività dell’essere materia (gomma come pelle e carne, gomma come ricordo dell’attività aziendale del padre). In alcuni quadri, poi, l’evidenza del materiale è maggiore: le camere d’aria non sono appiattite sulla tela ma sono fatte pendere, con naturalezza, da un gancio in metallo.
In seguito all’incontro con Lea Vergine, il 1980 la vede presente con numerosi lavori degli anni Trenta e Quaranta nella mostra itinerante sulle grandi artiste del Novecento intitolata “L’altra metà dell’avanguardia”. Sempre a cura di Lea Vergine, le viene allestita nel 1985 la prima ampia mostra antologica al Sagrato del Duomo di Milano.
A partire dagli anni Ottanta l’artista usa spesso fogli già stampati su cui dipingere, tornando alla figurazione. Si tratta di disegni tecnici di architetti e ingegneri, pubblicati in album o fogli sparsi, usati come supporto, spesso capovolti rispetto al verso dell’opera finita, col risultato di un prezioso contrasto tra la linearità e la precisione del foglio a stampa e il segno sicuro ma mosso, alla Schiele, delle figure di Carol Rama.
Mostre pubbliche, come la sala personale alla 45. Biennale di Venezia nel 1993 a cura di Achille Bonito Oliva e allestita dall’amico Corrado Levi e l’antologica allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1998, poi all’ICA di Boston) a cura di Maria Cristina Mundici, la portano all’attenzione del pubblico internazionale.
Il grande riconoscimento pubblico sul suolo italiano le arriva nel 2003, quando le viene conferito il Leone d’oro alla carriera in occasione della 50. Biennale di Venezia. Nel 2004 anche la sua città natale le dedica un’ampia antologica presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino (poi al Mart di Rovereto e al Baltic Museum di Gateshead) a cura di Guido Curto. Seguono altre importanti mostre, tra le quali, nel 2006, “Trama doppia” ad Alghero in Sardegna (una personale di Carol Rama interpretata dallo stilista Antonio Marras) e nel 2008 la mostra antologica di Carol Rama al Palazzo Ducale di Genova. Dal 2009 l’artista, rappresentata dalla gallerista Isabella Bortolozzi di Berlino, conquista ulteriore fama internazionale.
Su segnalazione dell’Accademia Nazionale di San Luca Carol Rama, rappresentata da Corrado Levi, riceve il prestigioso Premio Presidente della Repubblica dal Presidente Giorgio Napolitano nel gennaio 2010.
Il suo ultimo lavoro conosciuto è del 2007 e chiude una lunga e intensa carriera durata oltre settant’anni.

CAROL RAMA SHOW

HOLLY WOODLAWN MEGAPOST
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BILLY NAME Di Bob Shell
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3 GIUGNO 1968 : L'ATTENTATO AD ANDY WARHOL DI VALERIE SOLANAS 
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MANIFESTO PER L'ELIMINAZIONE DEI MASCHI Di Valerie Solanas 
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