venerdì 17 luglio 2015

NECRONOMICON GALLERY / 7

Albert Einstein

Necronomicon

Secondo lo scrittore statunitense di racconti fantastici e dell'orrore Howard Phillips Lovecraft, il Necronomicon (in arabo: Al Azif) sarebbe un testo di magia nera redatto dall'"arabo pazzo" Abdul Alhazred, vissuto nello Yemen nell'VIII secolo e morto a Damasco in circostanze misteriose: Lovecraft immagina che fosse stato fatto a pezzi in pieno giorno da un essere invisibile. Il nome Alhazred sarebbe un raffinato gioco di parole costruito sul significato nascosto dell'inglese "all has read", ovvero "tutto egli ha letto".

In realtà il Necronomicon è uno pseudobiblium, cioè un libro mai scritto ma citato come se fosse vero in libri realmente esistenti. Il Necronomicon, infatti, è solo un espediente letterario creato da Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti, che diventò gradualmente un gioco intellettuale quando anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei loro racconti di genere horror o fantascientifico. Lo stesso Lovecraft fu quasi costretto, a un certo punto, a confessare che il Necronomicon era una sua invenzione quando si accorse che troppi suoi lettori lo avevano preso sul serio; ed anche oggi non mancano persone che credono alla reale esistenza del Necronomicon.

C'è incertezza su quale possa essere stata la fonte ispiratrice di Lovecraft per la creazione del Necronomicon. Secondo Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco sarebbe stata la Chiave di Salomone, un celebre grimorio che l'autore di Providence avrebbe conosciuto attraverso Cerimonial Magic, un libro di Arthur Edward Waite del 1898, mentre secondo lo studioso statunitense Roger Bryant il Necronomicon sarebbe un adattamento del Picatrix, un testo arabo di magia del XII secolo. Per Domenico Cammarota, invece, il Picatrix non può essere la fonte del Necronomicon perché non è un testo di magia, ma di alchimia e di erboristeria. Lovecraft, però, si sarebbe ispirato al suo autore, l'alchimista iracheno ‘Abd al-Latīf, per creare la figura di Abdul Alhazred.

Il libro cominciò ad uscire dalla finzione letteraria per entrare nel mondo reale nel 1941, quando un antiquario di New York, Philip Duchesne, mise nel proprio catalogo un riferimento al Necronomicon, di cui forniva la descrizione e fissava il prezzo a 900 dollari. Nel 1953 il giornalista Arthur Scott, in un articolo sul mensile statunitense Sir!, sostenne che il Necronomicon fosse scritto su fogli di pelle umana prelevata da persone uccise con fatture stregonesche.

Da quel momento si moltiplicano i riferimenti al Necronomicon sui bollettini dei bibliofili e perfino nel catalogo della Biblioteca Centrale dell'Università della California. Alla fine degli anni sessanta Lyon Sprague De Camp, durante un viaggio in Oriente, acquista uno strano manoscritto proveniente da un villaggio del nord dell'Iraq e al ritorno lo fa esaminare da alcuni esperti americani che però lo avvertono che il testo è una sequenza di segni priva di significato, che cerca di assomigliare al persiano e che risale al XIX secolo: un imbroglio, insomma. Sprague De Camp decide comunque di pubblicarlo in facsimile, raccontando la vicenda e facendolo passare per il Necronomicon, aggiungendo particolari inquietanti per rendere il tutto verosimile.

Negli anni settanta Colin Wilson sostiene che Lovecraft mentiva quando affermava che il Necronomicon non esiste, per coprire le responsabilità del padre, affiliato alla massoneria egiziana fondata da Cagliostro e possessore di una copia del Necronomicon (probabilmente, nella traduzione inglese effettuata da John Dee).

Etimologia
In una lettera Lovecraft sostiene che il titolo, apparsogli in sogno, significa La descrizione delle Leggi dei Morti (o che governano i Morti), significato derivato dalle parole greche nekros (cadavere), nomos (legge) ed eikon (immagine, descrizione). La traduzione più comune è, invece, Libro dei Nomi dei Morti, perché fanno derivare il secondo segmento del titolo dal greco onoma (nome, titolo di libro).

Altre ipotesi sono Le consuetudini dei Morti (da nomos = legge, uso, costume) oppure Guida alla terra dei Morti (da nom- = spazio, distretto, regione) oppure ancora Il Libro del Legislatore Morto (da nomikos = legislatore).

Secondo August Derleth, amico ed editore di Lovecraft, il nome Necronomicon fu ricalcato dallo scrittore sul titolo degli Astronomicon Libri del poeta romano di età augustea Marco Manilio, per cui il significato sarebbe Libro che riguarda la Morte.

Storia 
« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo. »
(dalla prefazione al Necronomicon.)
Secondo Lovecraft il titolo originale dell'opera è Al Azif, un termine arabo che sarebbe usato per indicare i suoni notturni prodotti da certi insetti, ma che la tradizione popolare identifica con il linguaggio dei demoni.

L'autore di questo libro sarebbe un certo Abdul Alhazred, un poeta pazzo di San'a, nello Yemen, probabilmente vissuto nel periodo omayyade (VII-VIII secolo) e che passò gli ultimi anni di vita a Damasco, dove scrisse il libro, intorno al 730, e dove morì, nel 738, in circostanze misteriose. Il libro conterrebbe un racconto mitologico sui Grandi Antichi, la loro storia e i metodi per invocarli. Del libro fu fatta una traduzione in greco ad opera di Teodoro Fileta (responsabile anche del nome greco Necronomicon), forse un monaco ortodosso di Costantinopoli, nel 950 e una in latino ad opera del danese Olaus Wormius nel 1228 (in realtà, il vero Olaus Wormius/Ole Worm è vissuto tra il XVI e il XVII secolo), il quale annota nella prefazione come l'originale arabo fosse già considerato perduto ai suoi tempi.

La versione latina fu stampata due volte: una prima volta in caratteri gotici, presumibilmente in Germania, nel XV secolo; una seconda volta nel XVII secolo, probabilmente in Spagna. Il mago elisabettiano John Dee e il suo assistente Edward Kelley entrarono in possesso di una copia del Necronomicon a Praga, durante una visita all'imperatore "occultista" Rodolfo II e si ritiene che ne abbiano fatto una traduzione in inglese, della quale rimangono solo alcuni frammenti. Sembra che già dal medioevo il libro fosse stato messo all'indice dalla Chiesa cristiana e poi, via via, da tutte le religioni organizzate del mondo. Nel recente ‘'I Libri dell’Abisso'’ (ISBN 978-88-89713-47-1). Roberto Volterri, dopo aver compiute approfondite ricerche anche su errate indicazioni riportate ad arte in vari libri editi in Italia, sostiene che il Necronomicon non sia del tutto un’invenzione letteraria di Lovecraft ma che questo psudobiblium abbia tratto spunto da informazioni avute da Sonia Greene, già discepola di Aleister Crowley, per pochi anni consorte del ‘Solitario di Providence’.

Cronologia 
730 - Abdul Alhazred scrive a Damasco il libro Al Azif.
950 - Teodoro Fileta a Costantinopoli traduce in greco Al Azif con il titolo Necronomicon.
1050 - Il Patriarca Michele ordina la distruzione delle copie tradotte in greco. Il testo arabo originale sparisce.
1070 - Teofilatto traduce di nuovo in greco Al Azif.
1228 - Olaus Wormius traduce in latino il testo in greco del Necronomicon.
1232 - Papa Gregorio IX ordina la distruzione delle copie in greco e latino del Necronomicon.
XV secolo - Edizione tedesca in caratteri gotici della traduzione latina.
1472 - Edizione di Lione (Francia) della traduzione latina di Olaus Wormius.
1550 - Edizione italiana del testo in greco.
1580 o 1586 - Traduzione inglese del Necronomicon latino, frammentaria e mai stampata, ad opera di John Dee e Edward Kelly.
1598 - Altra versione inglese del Necronomicon latino, ad opera del barone Federico I del Sussex che la intitola Cultus Maleficarum, meglio nota come Manoscritto del Sussex.
1622 - Edizione spagnola della traduzione latina.
Copie conosciute[modifica | modifica wikitesto]
È stato possibile stilare un elenco delle copie conosciute del Necronomicon (nella finzione letteraria, ovviamente) in base alle tracce fornite nei loro racconti dai seguenti scrittori: Bergier, Derleth, Di Tillio, Edwards, Elliott, Hamblin, Herber, Kuttner, Lovecraft, Lumley, Schorer, Willis, Wilson.

Una copia, unica al mondo, dell'edizione originale araba, si dovrebbe trovare nella biblioteca della grande lamaseria della Città Senza Nome, in Mongolia.
Bibliotèque nationale di Parigi, Francia. Edizione spagnola (Madrid, 1630 circa) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Museo Egizio del Cairo, Egitto. Edizione italiana (Roma, 1550 circa) della versione greca di Teodoro Fileta.
Chiesa della Saggezza Stellare di Providence, Rhode Island, USA. Edizione del XVII secolo (incerto se si tratti della edizione tedesca o spagnola) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Field Museum, Chicago, Illinois, USA. Copia in lingua ed edizione ignote.
Widener Library, Harvard University, Cambridge, Massachusetts, USA. Edizione spagnola (Madrid, 1630 circa) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Kester Library, Salem, Massachusetts, USA. Edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Magyar Tudomanyos Akademia Orientalisztikai Kozlemenyei, Budapest, Ungheria. Copia manoscritta dell'originale arabo Al-Azif (dispersa)
Miskatonic University, Arkham, Massachusetts, USA. Edizione spagnola completa (Madrid, 1630 circa) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Miskatonic University, Arkham, Massachusetts, USA. Manoscritto parziale in inglese intitolato Al-Azif, appartenuto fino al 1924 ad Ambrose Dewart.
Miskatonic University, Arkham, Massachusetts, USA. Copia frammentaria della traduzione di John Dee appartenuta alla famiglia Whateley fino al 1928.
British Museum, Londra, Regno Unito. Edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius, con traduzione in inglese ad opera di Henrietta Montague.
San Marcos University, Lima, Perù. Edizione italiana (Roma, 1550 circa) della traduzione in greco di Teodoro Fileta.
Università di Buenos Aires, Argentina. Edizione spagnola (Madrid, 1630 circa) della traduzione in latino di Olaus Wormius.
Biblioteca Vaticana, Città del Vaticano. Edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Biblioteca Vaticana, Città del Vaticano. Manoscritto greco attribuito a Michele Psello ma in realtà traduzione di Teofilatto di Al Azif.
Zebulon Pharr Collection, Costa Occidentale degli USA. Copia non identificata della traduzione in latino.
Biblioteca Centrale dell'Università della California, Los Angeles, USA. Edizione spagnola (Toledo, 1647) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Biblioteca Pio XII, Università di Saint Louis, Louisiana, USA. Microfilm della edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius, conservata presso la Biblioteca Vaticana.

Bill and Hillary Clinton
John F. Kennedy & Son 
John F. Kennedy and daughter Caroline 
Mick Jagger & John Lennon
Jane Fonda
Brigitte Bardot 
Elizabeth Short
Marilyn Monroe Death Scene
Foto scattata dall'Agente Chiang Mai della Polizia Thainlandese,
raffigurante uno spirito che lascia il corpo di un uomo appena
ucciso.
Alieno catturata dopo l'incidente di Varginha nel 1998
Donna con corna
Pezzo di roccia con vite interna scoperta vicino a
Mosca nel 1998 dopo l'impatto di un meteorite.La vite
e il suo dado risalgono a 320 milioni di anni fa.
Un enorme roccia in un villaggio della regione di Al - Hassa , 
Arabia Saudita si solleva di 11 cm dal suolo una volta l'anno, 
durante il mese di aprile.
Prince Randian o ' il tronco vivente' vissuto per 63 anni privi di arti intorno al volgere del secolo . L' ' uomo catarpillar ' recitato nel 1932 Freaks film di Tod Browning come molti famosi fenomeni da baraccone del tempo
Surma Man with Painted Body Ethiopia
Mothman o L'Uomo Falena ripreso mentre vola tra i grattacieli
di New York a Groun Zero l'11 Settembre 2001
Lana Turner
Silvio Berlusconi
Jack Nicholson
Twin Sisters
Vincent Price
Grasshopper
Bonnie Jean Werner Arrestata nel 1967 per crudeltà verso animali causa del suo incidente al sopracciglio
Hell's Cafè Paris
Armatura Russa per caccia all'orso del diciannovesimo secolo
Cora Pearl regina delle cortigiane Parigine nel diciannovesimo secolo
Marilyn Monroe ascolta cantare Diahann Carroll  un ora dopo aver fatto gli auguri a Kennedy
Meryll Streep
Dustin Hoffman
Rita Hayworth
Sophia Loren & Jayne Mansfield
Il corpo semi decapitato di Jayne Mansfield dopo l'incidente mortale del 1967
John F.Kennedy autopsy
Lake Travis Texas 2007
Un Ufo su Sacramento California nel 1896
Peter Lindbergh
Due trans a New York nel 1962 di Diane Arbus
Elliott Erwitt
Jennifer,Tiffany and Carrie Portsmouth Ohio 1989 Di Mary Ellen Mark
Musicista cieco ungherese nel 1921 di Andre' Kertèsz
Los Angeles 1964 di Gary Winogrand
Il piccolo schermo di Lee Friedlander
New York Citu subway di Bruce Davidson
John Waters e Edith Massey
Steve McQueen e John Wayne
Yoko Ono,Andy Warhol e John Lennon
Little Cat

NECRONOMICON GALLERY / 6
NECRONOMICON GALLERY / 5
NECRONOMICON GALLERY / 3
NECRONOMICON GALLERY / 4

Nessun commento:

Posta un commento