mercoledì 30 novembre 2016

1979 : GLI ARTICOLI SUGLI UFO DEL GIORNALISTA MINO PECORELLI PRIMA DI ESSERE UCCISO


Mino Pecorelli
Carmine Pecorelli, meglio conosciuto come Mino Pecorelli (Sessano del Molise, 14 giugno 1928 – Roma, 20 marzo 1979), è stato un giornalista, avvocato e scrittore italiano, che nell'ambito del giornalismo si occupò d'indagine politica e sociale.
Fondatore dell'agenzia di stampa «OP-Osservatore Politico» («OP») che divenne poi anche una rivista, venne assassinato a Roma in circostanze ancora oggi non del tutto chiarite.

Biografia
Le origini e la formazione
Nacque a Sessano del Molise. Nel 1944, appena sedicenne, si arruolò nel Secondo corpo polacco in quel periodo attivo nella zona. Dopo la fine della seconda guerra mondiale si diplomò a Roma; successivamente si trasferì a Palermo, dove si laureò in giurisprudenza all'università degli studi di Palermo.
Tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta lavorò nella capitale come avvocato. Divenne esperto di diritto fallimentare e fu nominato capo ufficio stampa del ministro Fiorentino Sullo, iniziando così ad entrare nell'ambiente del giornalismo.

La carriera giornalistica e le inchieste
Nella primavera del 1967 Pecorelli cambiò mestiere, dedicandosi al giornalismo a tempo pieno. Lavorò al periodico Nuovo Mondo d'Oggi (prima mensile poi settimanale di “politica, attualità e cronaca”), una rivista caratterizzata dalla ricerca e pubblicazione di scoop negli ambienti di potere. Pecorelli divenne socio dell'editore Leone Cancrini[. L'esperienza del settimanale fu, per lui, un trampolino di lancio. Strinse molte amicizie: alcune durarono poco, altre segnarono un passo importante nel suo curriculum. L'ultimo scoop, però, non fu mai pubblicato, perché intervenne l'Ufficio affari riservati del Ministero dell'Interno che trovò un accordo per far chiudere la rivista il 2 ottobre 1968.
Pecorelli decise così di proseguire da solo l'attività e fondò una propria agenzia di stampa OP-Osservatore Politico fu registrato al Tribunale di Roma il 22 ottobre 1968 con sede in via Tacito 90. OP (come fu subito chiamato) trattava di politica, in particolare di scandali e retroscena, e comunque di chi - in qualche modo - avesse qualche potere in Italia, fornendo notizie in anteprima raccolte dallo stesso Pecorelli, grazie alle sue numerosissime aderenze in molti ambienti dello Stato, e accompagnate da accurate analisi elaborate dal giornalista. La testata (il cui nome coincideva con l'acronimo di "ordine pubblico"), divenne presto molto nota ed ebbe anche una certa centralità in ambiti politici, militari e di intelligence, costituendo una sorta di elitaria fonte di informazione specializzata: politici, dirigenti statali, militari, agenti segreti, e forse anche personalità criminali. Con la sua diffusione di nicchia, l'agenzia OP era ricevuta da una selezionata lista di abbonati, che comprendeva le alte sfere militari, politiche ed industriali italiane.
Nel marzo del 1978 Pecorelli annunciò la decisione di trasformare l'agenzia in un periodico regolarmente in vendita nelle edicole. Pecorelli non disponeva del denaro necessario per una simile avventura editoriale. Infatti lo stesso giornalista chiese spesso a personaggi di spicco delle sovvenzioni pubblicitarie per la sua rivista. L'operazione stupì per lo stupefacente tempismo tra il primo numero del settimanale OP e la strage di via Fani a Roma, con cui iniziò il periodo dei 55 giorni del sequestro di Aldo Moro.
Il periodico si occupò a più riprese del rapimento e dell'omicidio dello statista democristiano, arrivando a fare rivelazioni sconcertanti (ad esempio sulla falsità del Comunicato n. 7, quello del Lago della Duchessa). Altri bersagli privilegiati di Pecorelli furono Giulio Andreotti ed in particolare l'ambiente (fatto di politici, industriali e faccendieri) che alimentava la sua corrente: esemplare l'episodio di una cena in cui il braccio destro di Andreotti, Franco Evangelisti, cercò di convincere Pecorelli, con un assegno di 30 milioni di lire, prestati da Caltagirone[Franco o Francesco?], a non pubblicare un reportage sugli assegni milionari che Andreotti avrebbe girato all'imprenditore Nino Rovelli o a Mario Giannettini del Sid[6]. Altri rimarcabili scandali regolarmente pubblicati su OP furono quello dell'Italpetroli e sulla presenza di una loggia massonica in Vaticano (scoop pubblicato all'indomani dell'elezione di Albino Luciani al soglio pontificio).

L'omicidio di Mino Pecorelli
La sera del 20 marzo 1979 Mino Pecorelli fu assassinato da un sicario che gli esplose quattro colpi di pistola in via Orazio a Roma, poco lontano dalla redazione del giornale. I proiettili, calibro 7,65, trovati nel suo corpo sono molto particolari, della marca Gevelot, assai rari sul mercato (anche su quello clandestino), ma dello stesso tipo di quelli che sarebbero poi stati trovati nell'arsenale della banda della Magliana, rinvenuto nei sotterranei del Ministero della Sanità. L'indagine aperta all'indomani del delitto seguì diverse direzioni, coinvolgendo nomi come Massimo Carminati (esponente dei Nuclei Armati Rivoluzionari e della banda della Magliana), Antonio Viezzer, Cristiano e Valerio Fioravanti.
Tutti vennero prosciolti il 15 novembre 1991; successivamente, le ipotesi sul mandante e sul movente fiorirono a grappoli: da Licio Gelli e cosa nostra, fino ad arrivare ai petrolieri ed ai falsari di Giorgio De Chirico (Antonio Chichiarelli appartenente pure lui alla Banda della Magliana).

Le indagini giudiziarie
Il 6 aprile 1993, il pentito Tommaso Buscetta, interrogato dai magistrati di Palermo, parlò per la prima volta dei rapporti tra politica e mafia e raccontò, tra le altre cose, di aver saputo dal boss Gaetano Badalamenti che l'omicidio Pecorelli sarebbe stato compiuto nell'interesse di Giulio Andreotti. La magistratura aprì un fascicolo sul caso. In questo faldone vennero aggiunti, man mano che le indagini proseguivano e per effetto delle deposizioni di alcuni pentiti della "banda della Magliana", il senatore Giulio Andreotti, l'allora pm Claudio Vitalone, Gaetano Badalamenti, Giuseppe Calò in qualità di mandanti, e inoltre Michelangelo La Barbera e Massimo Carminati in qualità di esecutori materiali. Il 24 settembre 1999 fu emanata la sentenza di assoluzione per tutti gli imputati "per non avere commesso il fatto". Il 17 novembre 2002, la corte d'assise d'appello di Perugia condannò Andreotti e Badalamenti a 24 anni di reclusione come mandanti dell'omicidio. La corte d'appello confermò invece l'assoluzione per i presunti esecutori materiali del delitto.
Il 30 ottobre 2003 la Corte di Cassazione annullò senza rinvio la condanna inflitta in appello a Giulio Andreotti e a Badalamenti, affermandone definitivamente l'innocenza. Un altro processo a carico di Andreotti, pur dichiarando i fatti prescritti, stabilirà però che questi ebbe rapporti stabili e amichevoli con cosa nostra fino al 1980

L'importanza della figura
Pecorelli era dotato di spiccato senso storico e si dimostrò conoscitore della realtà politica, militare, economica e criminale italiana. Il corpus delle sue edizioni è stato oggetto di una mole impressionante di smentite (soprattutto dopo la sua morte), ma una minima parte di esse ha poi resistito in sede giudiziaria di fronte a querele o ad altri procedimenti.
Si è discusso se egli avesse nelle sue analisi inviato talvolta messaggi in codice. La particolarità del lavoro che svolse, sia per gli argomenti trattati che per il modo in cui li trattò, fece sì che molte delle sue indicazioni potessero essere sinteticamente definite da altri colleghi "profezie", come ad esempio le note righe sul "generale Amen", nome dietro al quale molti hanno letto la figura del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa: sarebbe stato lui che - secondo la narrazione di Pecorelli - durante il sequestro Moro avrebbe informato il ministro dell'Interno Francesco Cossiga dell'ubicazione del covo in cui era detenuto (ma, sempre stando a questa ipotesi, Cossiga non avrebbe "potuto" far nulla poiché obbligato verso qualcuno o qualcosa). Il generale Amen, sostenne Pecorelli nel 1978 senza mezzi termini, sarebbe stato ucciso; per il movente, infilò fra le righe un'allusione alle lettere che Moro scrisse durante la sua prigionia. In sede giudiziaria si è ampiamente dibattuto se Pecorelli fosse un ricattatore professionista, visto il tenore e gli argomenti della quasi totalità delle sue inchieste, ma tale tesi è stata bocciata dopo l'esame patrimoniale eseguito dopo il suo assassinio: il giornalista risultava perennemente indebitato con tipografie e distributori del proprio giornale ed il suo spartano tenore di vita non poteva certo essere paragonato con quello di chi avrebbe ricattato. La morte del giornalista segnò anche la fine di OP: l'agenzia prima e la rivista poi erano alimentate esclusivamente dalle notizie che Pecorelli raccoglieva in prima persona dalle sue fonti, allocate nel mondo politico, nella loggia P2 (cui risultò affiliato egli stesso) ed all'interno dell'Arma dei Carabinieri e dei servizi segreti italiani.
Dopo l'omicidio di Aldo Moro, Pecorelli aveva pubblicato sulla sua rivista, nel frattempo divenuta settimanale, alcuni documenti inediti sul sequestro, come tre lettere inviate alla famiglia. La ricerca lo aveva portato a scoprire alcune verità scottanti, tanto che profetizzò anche il suo stesso assassinio.

LA DINAMICA DELL’OMICIDIO
La sera del 20 marzo 1979, mentre è appena entrato nella sua auto,
parcheggiata in via Orazio, alcuni colpi di pistola tolgono la vita al giornalista
Carmine Pecorelli.
Gli elementi probatori acquisiti al dibattimento per la ricostruzione
dell’evento sono:
La sera del 20 marzo 1979, intorno alle ore 20.30/20.35, Carmine Pecorelli,
Franca Mangiavacca e Paolo Patrizi lasciano la redazione del settimanale OP
sita in via Tacito 50.
Paolo Patrizi e Carmine Pecorelli accompagnano Franca Mangiavacca nel
luogo ove è parcheggiata l’auto di questa ultima. In particolare i tre si
dirigono verso la macchina della Mangiavacca, parcheggiata sulla sinistra,
uscendo dalla redazione di OP all’angolo tra via Tacito e via Ennio Quirino,
ove si salutano.
Di lì Paolo Patrizi si reca in via Cicerone per prendere l’autobus, ma poiché
non ha moneta torna indietro ed entra nel bar sito nelle adiacenze della
redazione di OP per rifornirsi di moneta spicciola, mentre Carmine Pecorelli,
attraversa via Tacito per andare alla sua macchina che é posteggiata in via
Orazio, strada parallela a via Tacito.
Franca Mangiavacca, dopo essere salita in macchina, in retromarcia si
immette in via Tacito, la percorre per svoltare poi a sinistra in via Plinio, e
quando attraversa l’incrocio di via Plinio con via Orazio, ove era
parcheggiata la macchina di Pecorelli, vede vicino allo sportello anteriore,
quello della guida, una figura con un impermeabile chiaro (circostanza
riferita solo nel 1984) e la macchina con le ruote posteriori sul marciapiede.
Avendo però superato l’incrocio, frena e in retromarcia torna sull’incrocio,
ma non vede più visto la persona con l’impermeabile bianco ma scorge,
all’incrocio opposto a quello ove si trova, una figura vestita di scuro
(circostanza riferita, anche questa tardivamente).
Franca Mangiavacca si dirige verso la macchina di Carmine Pecorelli; scende
dalla macchina e lo vede sanguinante, ma non ricorda esattamente la
posizione del corpo. Lo chiama una prima volta e Carmine Pecorelli risponde
rantolando, la seconda volta non risponde più.
Franca Mangiavacca si muove allora alla ricerca della persona con
l’impermeabile bianco, ma non la vede. Torna all’altro quadrivio (quello ove
aveva parcheggiato la sua macchina) e vede di nuovo Paolo Patrizi che sta 
uscendo dal bar, e con lui, che era salito in macchina, torna sul luogo
dell’omicidio. Qui aveva tocca il corpo di Pecorelli (la circostanza è riferita
anche da Paolo Patrizi il quale afferma che al tocco di Franca Mangiavacca il
corpo di Carmine Pecorelli si era mosso).
In quel frangente, anche se Franca Mangiavacca e Paolo Patrizi non sanno
indicare il tempo trascorso, passa di lì l’allievo carabiniere Ciro Formuso,
diretto alla caserma che si trova nelle vicinanze, al quale la Mangiavacca
chiede aiuto e con il quale si reca nel bar esistente all’angolo di via Orazio
(diverso da quello ove Franca Mangiavacca e Paolo Patrizi si erano incontrati
prima di ritornare sul luogo del delitto). Ciro Formuso avvisa la centrale dei
carabinieri.
Nel ritornare sul luogo del delitto Franca Mangiavacca, sebbene avvisata da
Ciro Formuso di non toccare nulla, raccoglie due bossoli e subito dopo li
rimette sul terreno.
Anche Ciro Formuso tocca il cadavere che si muove ancora.
Nessuno dei tre presenti apre (a loro dire) la portiera destra dell’auto ed il
cassetto portaoggetti.
Nel giro di pochi minuti arrivano sul luogo del delitto il colonnello
Cornacchia, il capitano Tomaselli, il tenente Mascia e il tenente Alfieri.
Nessuno sparo è stato udito da Franca Mangiavacca.
Vengono avvisati il sostituto procuratore di turno e il medico legale e
successivamente, poiché il colonnello Cornacchia ritiene che potesse trattarsi
di un delitto delle Brigate Rosse, viene rintracciato anche il pm Domenico
Sica che all’epoca si occupava di terrorismo di sinistra. Quest’ultimo si trova
a cena a casa di Maria Di Bernardo insieme a Claudio Vitalone, al procuratore
capo di Roma Giovanni De Matteo, al colonnello Antonio Varisco e a Walter
Bonino.
Mentre il capitano Tomaselli si reca nella caserma dei carabinieri, ove erano
stati portati Franca Mangiavacca e Paolo Patrizi, i pm intervenuti e gli
ufficiali di polizia giudiziaria si recano nella redazione della rivista OP. Qui
viene aperta una e viene sequestrata della documentazione. La perquisizione
viene estesa anche alla abitazione di Carmine Pecorelli.

1979 : GLI ARTICOLI SUGLI UFO DEL GIORNALISTA MINO PECORELLI PRIMA DI ESSERE UCCISO

1988 : IL CONFLITTO TRA I SESSI INVADE LA POLITICA 
VENTI ANNI FA LA PROTESTA SUICIDA DI MICHELA & WILLIAM : "QUESTA VITA NON VALE LA PENA DI ESSERE VISSUTA.RESTATE AMICI FRA DI VOI"
LE TERRORISTE ROSSE : PROCESSATE,ASSASSINE,VITTIME,COLPEVOLI,INNOCENTI,PENTITE,IRRIDUCIBILI,AMMAZZATE,IMPRIGIONATE,INGABBIATE,STRANIERE....FOTOGRAFATE
1968 : DICIOTTO UOMINI DA BARRICATA 
ADRIANA FARANDA : LETTERE D'AMORE DAL CARCERE Di Sabina Fedeli 
http://helaberarda.blogspot.it/2012/12/adriana-faranda-lettere-damore-dal.html
COMUNICATO N.XYZ : CURCIO LIBERO FRANCESCHINI STOPPER Di Barbara D'Urso e Priscilla Benedetti 
http://helaberarda.blogspot.it/2012/10/comunicato-nxyz-curcio-libero.html
PIETRO CAVALLERO IL BANDITO CHE RINNEGO' IL MITRA Di Piero Colapric
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/05/pietro-cavallero-il-bandito-che-rinnego.html
ESTREMA DESTRA 1976 : IO,RAGAZZA DI SAN BABILA Di Massimo Fini
LE BOMBE E I CODICI : IPOTESI EMME / LA REPUBBLICA DEGLI ERMELLINI Di Giorgio Galli,Massimo Caprara e Alberto Dall'Ora
LA MISTERIOSA MORTE DI MAURO BRUTTO : GIALLO IN CRONACA Di Serena Romano
L'ASSALTO IN PIAZZA SAN MARCO DEL 1997 : GENERALE DELLA SERENISSIMA Di Marcella Andreoli e Gianni Baget Bozzo
LA MUTAZIONE RADICALE Di Giorgio Galli
FIAT 1980 : FUORI DALLA PORTA 3 DI MIRAFIORI Di Stefano Bocconetti
TERRORISMO 1977 : QUANDO IL SILENZIO E' D'ORO
PLAYBOY INTERVISTA SANDRO PERTINI Di Olga Bisera
COMUNISTI : I BIANCHI SONO PEGGIO DEI ROSSI Di Giovanni Guareschi
RAGAZZI DI STADIO Di Daniele Segre
LA RIVOLTA UNGHERESE DEL 1956
POLITICI ITALIANI E TRANS :IL CASO MORGANA Di Vivi Zizzo B.
http://mondopopolare.blogspot.it/2013/06/politici-italiani-e-trans-il-caso.html
TANO D'AMICO : IL SENTIMENTO FOTOGRAFICO NEI DURI ANNI 70
ANNI DI PIOMBO : CALENDARIO DI UN ASSEDIO / ASSASSINI,BOMBE,MORTI E VITTIME ANNO PER ANNO - ITALIA 1969/2003 1a PARTE
MILANO 1966/1967 : LA ZANZARA,BARBONIA E ALTRE STORIE Di Simona Siri e Carlo Bo

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BEATLES 1970 : IN GUERRA FRA LORO + BONUS AUDIO GET BACK & 22 SONGS

BEATLES 1970 : IN GUERRA FRA LORO + BONUS AUDIO GET BACK & 22 SONGS

The Beatles
Get Back and 22 Other Songs

1 One After 909 3:07 
2 Rocker 0:45 
3 Save The Last Dance For Me 1:36 
4 Don't Let Me Down 4:08 
5 I Dig A Pony 3:47 
6 I've Got A Feeling 2:46 
7 Get Back 3:18 
8 For You Blue 2:55 
9 Teddy Boy 3:42 
10 Two Of Us 3:30 
11 Maggie Mae 0:41 
12 Dig It 4:26 
13 Let It Be 3:55 
14 The Long And Winding Road 3:36 
15 Get Back (reprise) 0:38 
16 Jam (Parts 1 & 2) 6:22 
17 I Lost My Little Girl 5:02 
18 Take This Hammer 2:59 
19 School Day 1:39 
20 Roll Over Beethoven / Good Rockin' Tonight 3:10 
21 Forty Days 1:57 
22 Too Bad About Sorrows 1:05 
23 Maggie Mae / Fancy Me Chances 1:30



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1975 : JOHN LENNON AVEVA ISTINTI OMICIDI + BONUS LOST REHEARSALS
I FOTOGRAFI DEI BEATLES 1960-1970 / Prima Parte + BONUS REHEARSALS JANUARY 1969
I DISCHI DELLA NOSTRA VITA : 1966 REVOLVER / BEATLES + BONUS REVOLVING ALBUM OUTTAKES SECRET TRAX
30 GENNAIO 1969 : THE BEATLES ROOFTOP CONCERT LONDON...IL PIU' INCREDIBILE DEI LIVE + BONUS AUDIO EXTRA!
29 AGOSTO 1966 : I BEATLES A SAN FRANCISCO NELLE FOTOGRAFIE DI JIM MARSHALL
1978 : BEATLES FEMMES CLUB
http://musicitaly70.blogspot.it/2014/05/1978-beatles-femmes-club.html
I BEATLES A MILANO NEL 1965 : SUONARONO 12 CANZONI E POI IN ALBERGO LENNON SI SPOGLIO'... Di Eugenio Barbera
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/i-beatles-milano-nel-1965-suonarono-12.html
BEATLES A MILANO : BRAVI COME LA CALLAS   Di Rubens Tedeschi

 BEATLES A ROMA : UN CLAMOROSO FIASCO


 BEATLES 1967 / SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/08/beatles-1967-sgt-peppers-lonely-hearts.html
OHN LENNON RACCONTO' A PLAYBOY CHE ...
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/12/john-lennon-racconto-playboy-che.html
C'E' JOHN LENNON AL TELEFONO ... Di Maria Laura Giulietti
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/12/ce-john-lennon-al-telefono-di-maria.html
8 GIORNI DOPO JOHN LENNON ERA MORTO Di Allan Tannenbaum e Roberto D'Agostino
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/10/8-giorni-dopo-john-lennon-era-morto-di.html
JOHN LENNON,ELVIS PRESLEY E GLI ALIENI
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/john-lennonelvis-presley-e-gli-alieni.html
ELEPHANT'S MEMORY : IL SENTIERO DELLA LIBERTA' Di Dario Salvatori e Ennio Antonangeli
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/elephants-memory-il-sentiero-della.html
The ROLLING STONES & FRIENDS - ROCK & ROLL CIRCUS Di Mike Randolph
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/the-rolling-stones-friends-rock-roll.html
MICHAEL COOPER PHOTOGRAPHER  : SWINGING TRIBUTE
BILLY PRESTON : NERE NOTE DI FUOCO Di Trashman e Giancarlo Messora
CONCERTO PER IL BANGLA DESH 20 DICEMBRE 1971 

martedì 29 novembre 2016

1970 : FIDEL CASTRO E CUBA DIECI ANNI DOPO LA RIVOLUZIONE

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CUBA SI YANKEE SI
TANJA NIJMEIJER LA GUERRIGLIERA OLANDESE Di Rocco Cotroneo
EVITA PERON : CADAVERE ECCELLENTE Di Federico Messeguer
L'UCCISIONE DI ENRIQUE ESCOBAR IN COLOMBIA NELL'OTTOBRE 1961 IDEATORE DI UN AMMUTINAMENTO NELL'ESERCITO Di Julio Florez Angel
LA RIVOLTA UNGHERESE DEL 1956
HUMBERTO DELGADO L'UOMO CHE DISTURBAVA SALAZAR
LO SCRIGNO NERO DELL'AGINTER PRESSE Di Corrado Incerti
GLI ANNI DI LOTTA CONTINUA di Claudio Rinaldi
LATINA,CALIENTE Y DIVERTIDA
ONDA SU HONDURAS
LENI RIEFENSTAHL : DA HITLER ALL'AFRICA IN 100 ANNI
VIOLENCE : IL PEGGIO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
GERHARD RIEBICKE , IL FOTOGRAFO CHE IMMORTALO' IL MOVIMENTO NUDISTA NELLA GERMANIA DI HITLER
MONACO 1972 : IL GIORNO DEGLI SCIACALLI
....E SPUNTA LA SOSIA HARD DELLA MERKEL
LE TERRORISTE ROSSE : PROCESSATE,ASSASSINE,VITTIME,COLPEVOLI,INNOCENTI,PENTITE,IRRIDUCIBILI,AMMAZZATE,IMPRIGIONATE,INGABBIATE,STRANIERE....FOTOGRAFATE
DA CUBA ALLO SCANDALO IN EGITTO : LA CLEOPATRA DEL LATO B CARMEN DE LUZ 
CELINE BARA LA PORNO COMUNISTA DEL LATO B
GLI ANNI DEL SEXY BAR Fotografie di Danilo Jans / 5a PARTE
2014 MOTELS : DIECI DONNE ANONIME E SENZA VOLTO

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